I 7 falsi miti più diffusi sull'acqua potabile

In Italia deteniamo un primato mondiale poco lodevole: siamo al terzo posto per consumo di acqua in bottiglia, con circa 250 litri a persona ogni anno, quasi tre volte la media europea. Questa abitudine nasce da una radicata, seppur immotivata, sfiducia nella sicurezza dell'acqua di rete, alimentata da fake news e pregiudizi.

I dati ufficiali raccontano però una realtà diversa. Il primo rapporto del Centro nazionale per la sicurezza delle acque (CeNSiA) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), basato su 2,5 milioni di analisi, conferma che oltre il 99% dei campioni di acqua di rubinetto in Italia è conforme ai parametri sanitari.

Facciamo chiarezza smontando i 7 falsi miti più comuni con l'ausilio della scienza.

1. Il calcare nell'acqua provoca i calcoli renali

Questo è il pregiudizio più difficile da scardinare. Il "calcare" è tecnicamente carbonato di calcio. Molti temono che l'acqua "dura" (ricca di sali di calcio e magnesio) possa depositarsi nei reni come accade nelle tubature di casa.
La verità scientifica: non esiste alcuna correlazione dimostrata tra la durezza dell'acqua e la formazione di calcoli. La calcolosi renale dipende da predisposizione individuale, fattori genetici e, soprattutto, dallo stile di vita

2. L'acqua potabile deve essere priva di sostanze chimiche

Si tende a pensare che un'acqua pura debba essere simile a quella distillata. In realtà, l'eliminazione di ogni elemento chimico sarebbe dannosa.
La verità scientifica: l'acqua contiene naturalmente minerali essenziali come iodio, potassio, fluoro, boro, bromo, calcio e magnesio. Queste sostanze contribuiscono al corretto funzionamento del sistema cardiaco, nervoso e allo sviluppo di organi e tessuti. La normativa vigente garantisce che le sostanze potenzialmente nocive rimangano entro limiti di sicurezza che non comportano rischi per la salute.

3. L'acqua del rubinetto non è sicura o controllata

Spesso si ritiene che solo l'acqua in bottiglia goda di standard qualitativi elevati.
La verità scientifica: l'acqua di rete in Italia è garantita come potabile secondo i parametri dell'OMS e della Direttiva Europea 98/83/CE, recepita dal D.Lgs. 31/2001. I controlli sono capillari e avvengono lungo tutta la filiera: dai pozzi alle reti di distribuzione. Inoltre, l'85% della nostra acqua potabile proviene da falde sotterranee, naturalmente protette e incontaminate, che richiedono trattamenti minimi.

4. Per bere in sicurezza serve un depuratore domestico

Molte aziende promuovono sistemi di trattamento come indispensabili per la salute.
La verità scientifica: le acque distribuite sono già di qualità adeguata al consumo umano e non necessitano di ulteriori trattamenti sanitari. Gli apparecchi domestici servono esclusivamente a migliorare le caratteristiche organolettiche (come sapore e odore) o a renderla frizzante. In caso di necessità o restrizioni d'uso, le autorità sono obbligate per legge a informare tempestivamente la cittadinanza e fornire approvvigionamenti alternativi.

5. Il cloro nell'acqua fa male alla salute

L'odore caratteristico del cloro viene spesso percepito come un segnale di inquinamento chimico.
La verità scientifica: il cloro è un disinfettante fondamentale per eliminare microrganismi pericolosi come Escherichia coli, Legionella ed Enterococchi. Bevendo una media di due litri d'acqua al giorno, le tracce minime di cloro e dei suoi sottoprodotti non hanno alcun effetto nocivo sulla salute.
Un trucco semplice: il cloro è una sostanza volatile; lasciando decantare l'acqua in una caraffa per breve tempo, evapora completamente.

6. L'acqua in bottiglia è intrinsecamente migliore

Si crede che la bottiglia offra una "purezza" che il rubinetto non può garantire.
La verità scientifica: dal punto di vista chimico-fisico, le due tipologie non sono poi così diverse, entrambe possono essere dolci o dure e quasi tutta l'acqua del rubinetto in Italia è oligominerale (residuo fisso tra 50 e 500 mg/l), esattamente come molte acque confezionate. Paradossalmente, mentre l'acqua del rubinetto scorre e si rinnova continuamente, quella in bottiglia, se non conservata correttamente, potrebbe veder alterata la propria potabilità.

7. Al ristorante è meglio evitare l'acqua del rubinetto

C'è spesso imbarazzo nel chiedere l'acqua del rubinetto fuori casa.
La verità scientifica: Non c'è alcuna ragione sanitaria o legale per evitarlo. Al contrario, il D.Lgs. n. 18 del 23 febbraio 2023 incoraggia le Regioni a promuovere l'uso dell'acqua di rubinetto, incentivando i ristoratori a metterla a disposizione gratuitamente dei clienti.

Come conoscere la qualità dell'acqua di casa tua?
La trasparenza è un diritto. Puoi consultare i dati aggiornati sulla composizione dell'acqua della tua zona direttamente sul sito web L'acqua che bevo.

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Fonti: https://senzafiltro.publiacqua.it/paradossi-acqua-rubinetto/
https://www.doctor33.it/articolo/61680/iss-bere-acqua-del-rubinetto-e-sicuro-ecco-i-7-falsi-miti
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/salute-e-societa/lacqua-di-rubinetto-e-la-paura-del-calcare
https://www.zerosprechi.eu/index.php/falsi-miti-acqua